Mistretta

Messina - Sicilia

Dall’antica Améstratos all’Urbs Imperialis, una città policentrica

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Mistretta si sviluppa tra due alture contrapposte in una località a 950 m sul livello del mare, a presidio del tratto di costa compreso tra Cefalù e Capo d’Orlando e di una delle vie di accesso ai territori della Sicilia interna, sul margine occidentale dei monti Nebrodi. Fu fondata probabilmente nell’alto medioevo sul sito dell’antica Améstratos, successivamente Amestratus o Amastra in età romana, citata da Cicerone e da Silio Italico. Acquisì un’importanza strategica nell’XI secolo, al tempo della dominazione normanna, a cui si fa risalire la fondazione del castello su un’altura che domina buona parte dell’abitato. La città medievale era cinta da mura dotate di torri e di almeno quattro porte d’accesso, delle quali permane solo la porta Palermo. Appellata Urbs Imperialis, dal XV secolo acquisì lo status di città demaniale, cioè sotto il diretto controllo della Corona, difendendolo con orgoglio quando, infeudata per volere di Filippo IV, nel 1633, riuscì a riscattarsi. Tra XV e XVI secolo la città conobbe un periodo fiorente e di crescita dei due nuclei abitati, sviluppatisi ai piedi del castello e sull’opposta altura nei pressi della chiesa di Santa Caterina, che nel tempo giungeranno a unificarsi. Un quartiere ebraico, ancora identificabile, costituiva fino al 1492 un terzo nucleo di questa città policentrica. Della vivace stagione rinascimentale conosciuta da Mistretta rimane testimonianza nel patrimonio architettonico, principalmente ecclesiastico, e nelle numerose opere d’arte custodite all’interno delle chiese distribuite nel centro storico.

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